DO Neroli 2026

Il profumo che abbiamo dimenticato

Una nota sola che contiene un'intera isola. La luce della zagara, il respiro del mare, la scienza della terra.

Materia
Zagara, il fiore dell'arancio amaro · provincia di Messina
Distillazione
Barcellona Pozzo di Gotto, aprile–giugno 2026
Coordinate
38° 09′ N · 15° 13′ E
Prenota il tuo esemplare Dal 30 settembre 2026 · info@spezieriasiciliana.com
  • DO2026
  • RE2027
  • MI2027
  • FA2026
  • SOL2027
  • LA2027
  • SI2027

DO è la prima di sette.

Il flacone di DO · Neroli 2026, tappo in pietra lavica, posato su lava dell'Etna
Attar, 15 ml. Il tappo è in pietra lavica dell'Etna.

DO · AlbaBarcellona P.G.
38° 09′ N · 15° 13′ E

La Zagara

Il fiore dell'arancio amaro, raccolto in provincia di Messina e distillato a Barcellona Pozzo di Gotto tra aprile e giugno 2026.

Il flacone di DO · Neroli 2026 sulla lava, nella luce dell'alba. Testi nell'immagine: «Il profumo che abbiamo dimenticato. Neroli di Sicilia. Una nota sola che contiene un'intera isola. La luce della zagara, il respiro del mare, la scienza della terra.»
DO · Neroli 2026, l'immagine della campagna.

Testa

Neroli · mandarino di Ciaculli · arancia rossa · petitgrain

Il Neroli apre chiaro e verde, acceso da una punta di mandarino di Ciaculli e da un'ombra di arancia rossa; il petitgrain ne sottolinea l'amaro vegetale.

Cuore

Salvia

La salvia dà al fiore un tratto aromatico, asciutto, che lo allontana dalla dolcezza.

Fondo

Labdano

Il labdano cambia la temperatura: la materia si fa calda, resinosa, ambrata, senza togliere trasparenza al neroli.

Un neroli siciliano lontano dalla freschezza da colonia: verde e aromatico all'inizio, caldo e materico alla fine.

OggettoNoce canaletto
Lava dell'Etna · oro

Ara del Tempo

Le forze dell'isola in un solo oggetto.

La sfera in lava dell'Etna sulla base in noce canaletto, con la targhetta «Etna colata 1910». Testi nell'immagine: «Un profumo per abitare lo spazio più intimo della casa.» «Base in legno di noce canaletto massello. Sfera in lava dell'Etna “occhio di pernice”.» «Poche gocce sui fori: la lava le trattiene e poi le rilascia lentamente.» «Trasforma il tempo in un momento.»
La base in noce e la sfera di lava. Sulla targhetta: «Etna colata 1910».
La sfera di lava sulla base in noce. Testo nell'immagine: «Alcuni fori della sfera sono stati riempiti con il 12% di oro fuso puro.»
La sfera: alcuni fori riempiti d'oro.

CustodiaVetro viola
Pietra lavica

Due materie che proteggono la materia.

Un profumo è una sostanza viva. Per conservarlo intatto serve un contenitore e un tappo che parlino la stessa lingua. Spezieria lo affida a due materie antichissime: il vetro viola e la pietra del vulcano.

Guarda il video di Miron Violetglass su Vimeo (si apre in una nuova finestra)
Miron Violetglass, video del produttore.

Il vetro viola

Il vetro viola biofotonico, brevettato da Miron: secondo il produttore, protegge le molecole naturali nel tempo meglio di ogni altro vetro.

Cartolina d'epoca: l'Etna durante l'eruzione del marzo 1910, bocca eruttiva principale
Etna, colata del 1910.

La pietra del vulcano

La pietra lavica dell'Etna, perché porta i segni del fuoco e dei gas che l'hanno attraversata nel tempo.

Spezieria la usa nel tappo che chiude il profumo e nella sfera che lo rilascia.

Nicolosi · 900 m37° 37′ N · 15° 01′ E
23 marzo – 18 aprile 1910

Etna, la colata del 1910

Alle 8:15 del 23 marzo 1910, dal fianco meridionale dell'Etna si alzò quello che Paolo Vinassa de Regny, geologo dell'Università di Catania, descrisse come «un potente pino di fumo e di vapore». Ne stimò l'altezza in tremilacinquecento metri, prima che le nubi coprissero la montagna.

Il cammino della colata del 1910 Schema del percorso: dalla Montagnola il 23 marzo, quasi otto chilometri in meno di un giorno verso Nicolosi e Belpasso, fino all'arresto il 18 aprile in contrada Cisterna della Regina, dopo oltre dieci chilometri. 0 km 2 4 6 8 10 Montagnola · 23 marzo, ore 8:15 Nascono i Monti Riccò Quasi otto chilometri in meno di un giorno 18 aprile · Cisterna della Regina verso Nicolosi e Belpasso
Schema del cammino della colata: distanze dalle cronache del 1910; il profilo non è in scala altimetrica.

La pietra viene dalla cava La Rosa-Nocilla, in contrada Nocilla a Nicolosi, a 900 metri sul versante sud dell'Etna, dove affiora la colata del 1910. È basalto etneo: grigio, compatto, con cristalli di olivina, pirosseni e plagioclasi immersi in una pasta microcristallina. Nessuna sostanza pericolosa nel giacimento.

Da questa colata proviene la pietra scelta per Ara del Tempo. La provenienza del lotto è attestata dal Consorzio della Pietra Lavica dell'Etna. Lavorata a mano nella forma essenziale della sfera, riceve sulla propria superficie poche gocce di estratto e le cede progressivamente all'aria di un ambiente raccolto.

Nel 1910 emanava calore. Oggi restituisce profumo.

L'eruzione si aprì nei pressi della Montagnola, durante uno sciame sismico. In meno di un giorno la lava percorse quasi otto chilometri verso Nicolosi e Belpasso; si fermò il 18 aprile in contrada Cisterna della Regina, a circa un chilometro da Borrello, dopo oltre dieci chilometri di cammino. I coni nati da quell'eruzione presero il nome di Monti Riccò, dall'astronomo Annibale Riccò, direttore dell'Osservatorio di Catania.

Illustrazione d'epoca: la popolazione in fuga davanti all'eruzione dell'Etna del 1910
L'eruzione del 1910 in un'illustrazione d'epoca.

La sfera è accompagnata da un estratto di profumo al 30% in trietil citrato di origine naturale, un veicolo a bassa volatilità e senza etanolo aggiunto.

Composizione

Estratto di profumo: 30%. Materie odorose esclusivamente di origine naturale, tracciate per lotto. Nessuna molecola aromatica di sintesi. Veicolo: trietil citrato di origine naturale, a bassa volatilità, senza etanolo aggiunto. Documentazione delle materie prime nel Passaporto Digitale del profumo.

Come si usa

  1. Alla prima applicazione, deporre 10 gocce direttamente sulla sfera, mantenendola sul proprio basamento. Lasciare che la pietra le assorba.
  2. Quando la nota si attenua, ravvivarla con 5 gocce.
  3. La sfera è destinata esclusivamente a DO · Neroli 2026. Non lavarla e non utilizzarla con altre fragranze.
  4. Tenere sempre la sfera sul proprio basamento, per proteggere mobili e superfici da eventuali tracce.
  5. Con l'uso, la pietra può scurirsi leggermente: è una naturale conseguenza del contatto con l'estratto.

Passaporto del profumo

Ogni flacone ha un passaporto. Il QR code sulla confezione apre la scheda del lotto da cui nasce il profumo.

Dentro ci sono le materie prime, una per una: origine, filiera, schede tecniche e certificati.

Passaporto del profumo

DO Neroli 2026

Inquadra il codice: si apre il passaporto del lotto.

La formula resta riservata; tutto ciò che le sta intorno no. Chiunque può aprire il passaporto e verificare.

DO Neroli 2026Primavera 2026
Tirature numerate

Un profumo, due forme.

Lo stesso neroli, raccolto nella primavera 2026. Due modi di viverlo.

Attar, il flacone da 15 ml di DO · Neroli 2026 sulla lava

Attar

Si indossa.

Cosa è
Il profumo da portare sulla pelle. Neroli in olio di mandorla, senza alcol.
Formato
15 ml
Tiratura 2026

396esemplari numerati

Prezzo al pubblico
€ 300
Ara del Tempo: il flacone da 30 ml accanto alla sfera di lava sulla base in noce

Ara del Tempo

Si diffonde in una stanza.

Cosa è
Il profumo per la casa. Poche gocce sui fori della sfera di lava dell'Etna, che le trattiene e le rilascia lentamente.
Formato
30 ml, con sfera di lava su base in noce canaletto
Tiratura 2026

198esemplari numerati

Prezzo al pubblico
€ 500

Distribuzione · Boutique MANIMA

Sito e prenotazioni attivi dal 30 settembre 2026, dopo la conferenza stampa al Teatro Massimo di Palermo.

  • Villa IgieaPalermo
  • Borgo San FeliceSiena

7 note · 7 territori36° 47′ – 38° 28′ N
2026 – fine 2027

La Scala del 7.

Sette note, sette territori, una giornata di Sicilia.

La Scala del 7 è la grammatica che organizza tutte le fragranze di Spezieria Siciliana: una scala olfattiva ordinata come una scala musicale. Ogni nota è un'essenza, ogni essenza un territorio.

Sette ore del Mediterraneo. Una giornata, trascritta.

Una nota musicale.
DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI: il posto che la fragranza occupa nella scala. È il suo posto nella scala, non l'ordine in cui esce.
Un territorio siciliano.
Una micro-regione di luce e di vento: Barcellona Pozzo di Gotto nel Messinese, le pendici dell'Etna, le Eolie, le Madonie, i Monti Iblei, Caltagirone, Pantelleria.
Una botanica.
La pianta che firma il territorio. Una sola protagonista: le altre materie la accompagnano, non la sostituiscono. Nessun blend folklorico.
Un colore.
Quello della luce nel momento esatto in cui il territorio si dichiara: dal Rosso Aurora dell'alba al Viola notte.
Un'ora del giorno.
L'arco di una giornata mediterranea: sette ore, sette luci, sette stati del cielo.

Ogni fragranza nasce dall'allineamento delle sue coordinate. Cambiano il territorio, la botanica, il colore, l'ora. La grammatica resta.

DOBarcellona P.G. REEtna MIEolie FAMadonie SOLIblei LACaltagirone SIPantelleria

Suona la scala. Tocca una nota: la sua ora del giorno accende la pagina e la sua essenza si dichiara.

DO

Alba · Neroli · Barcellona P.G.

Botanica
Citrus aurantium
Territorio
Barcellona P.G. (Messina)
Colore
Rosso Aurora
Uscita
2026

Attiva l'audio del dispositivo per ascoltare la nota.

Il giorno.

L'arco di una giornata mediterranea, dall'alba alla notte. Lette in sequenza, le sette fragranze compongono una giornata di Sicilia. DO apre con l'alba, SI la chiude con la notte.

Le sette note della Scala: ora, colore, botanica, territorio, tiratura e uscita
NotaOraColoreBotanicaTerritorioTiratura · uscita

Un arco di luce che si chiude sulla notte da cui l'alba riparte.

7 alloggiNoce canaletto
Seta ricamata MANIMA

Il cofanetto.

Il cofanetto aperto: sette flaconi su seta verde con fiori dorati ricamati. Testo nell'immagine: «Gli interni sono in seta verde, con fiori dorati ricamati a mano da MANIMA.»
Il cofanetto aperto.
Il cofanetto chiuso in noce canaletto con il marchio in oro. Testo nell'immagine: «Il cofanetto in legno massello di noce canaletto può essere prenotato a info@spezieriasiciliana.com»
Il cofanetto chiuso.

Sette alloggi dall'alba di DO alla notte di SI, tappi in pietra lavica dell'Etna, numerato e firmato dai Nasi e dal Direttore Artistico. Se ne producono soltanto quante la nota più rara consentirà.

Il cofanetto può essere prenotato a info@spezieriasiciliana.com.

Orto Botanico di Palermo38° 07′ N · 13° 22′ E
fondato nel 1779

L'Orto Madre.

L'Orto Botanico di Palermo, Orto Madre di Spezieria Siciliana.

Perché collaboriamo e perché lavoriamo insieme al progetto di R&D HORTUS OLFACTORIUS.

Orto Botanico di Palermo, la facciata neoclassica del Gymnasium
Orto Botanico di Palermo, il Gymnasium. Foto: Eliana Lombardo

Un catalogo vivo della flora siciliana

L'Orto Botanico di Palermo, fondato nel 1779, è una delle istituzioni scientifiche più antiche d'Europa e oggi una struttura del Sistema Museale dell'Università di Palermo. Custodisce oltre 12.000 specie vegetali da tutte le zone climatiche del pianeta, una banca del germoplasma dedicata alle specie endemiche, rare o minacciate della flora siciliana e mediterranea e — nel Giardino dei Semplici — oltre cento specie officinali e aromatiche.

È, in una parola, un catalogo vivo: la Sicilia conta oltre 3.000 specie vascolari spontanee, circa il 10% della flora europea concentrato in meno dell'1% del suo territorio, con circa 200 endemismi. Per una casa che lavora la materia botanica dell'isola, questo è l'orto madre: la collezione di riferimento da cui partire, documentata e viva.

Una convenzione quinquennale

Spezieria Siciliana ha firmato con l'Orto Botanico una convenzione di durata quinquennale, rinnovabile, per il programma SiciliaScent: percorsi sensoriali ed educational, valorizzazione dell'heritage botanico siciliano attraverso uno storytelling scientifico, e ricerca, sviluppo e commercializzazione di prodotti di profumeria e cosmesi naturale fondati sul patrimonio botanico dell'isola.

La convenzione assegna a Spezieria due spazi chiusi dell'Orto — uno nella sala dell'Erbario Storico, nel Gymnasium, e la Casa del Pozzo, dove sono installati due estrattori in corrente di vapore — oltre ad aree esterne per attività divulgative.

Una collaborazione già viva

Il legame è già operativo. Nel 2026 abbiamo realizzato insieme due appuntamenti: Respiri di Primavera, il 23 marzo, e le esperienze olfattive durante la Festa della Zagara. Un lavoro comune che ha già incontrato il pubblico.

Perché la ricerca e sviluppo si fa qui

Il progetto di R&D che stiamo mettendo in pista ha bisogno esattamente di ciò che l'Orto e l'Università di Palermo mettono a disposizione.

  1. La materia e la sua conoscenza

    Accesso alle collezioni botaniche, ai database scientifici e al germoplasma; competenze del personale specializzato; caratterizzazione chimica degli oli essenziali delle specie autoctone e studio dei loro metaboliti secondari. È la base per selezionare cultivar ad alto contenuto di principi attivi e per sviluppare nuove essenze dal patrimonio siciliano.

  2. L'estrazione, sul posto

    I due estrattori in corrente di vapore della Casa del Pozzo permettono distillazioni dimostrative e prove reali, confrontando metodi tradizionali e tecniche moderne per capire quali preservano meglio la complessità olfattiva della pianta.

  3. La validazione indipendente

    Ogni lotto di materia critica viene analizzato con gascromatografia-spettrometria di massa (GC-MS) nei laboratori STEBICEF e SAAF: si identifica e quantifica ogni componente, si rilevano eventuali adulteranti anche in tracce, e con la spettrometria isotopica si distingue una molecola naturale da una di sintesi chimicamente identica. Così la naturalità dichiarata diventa un dato pubblicabile e verificabile. In un settore dove uno sweep della Commissione Europea ha trovato ingannevole il 42% dei green claims online, questa è la differenza tra un claim e una prova.

  4. La mappa del territorio

    Le ricerche su distribuzione, chemiotipi e terroir delle specie aromatiche siciliane trasformano l'idea generica di «territorialità» in un atlante olfattivo preciso, che àncora ogni fragranza a piante e luoghi reali.

Nella sala dell'Erbario Storico prende forma anche un'officina del profumo contemporaneo: immersione botanica guidata da un docente dell'Università fra le collezioni, degustazione olfattiva degli oli essenziali con il naso di Spezieria, composizione di un accordo personalizzato. Un modo lento e consapevole di vivere la Sicilia, coerente con la crescita del lusso esperienziale e culturale.

L'Orto Botanico è, per Spezieria Siciliana, più di uno scenario prestigioso: è il partner scientifico e simbolico che àncora la ricerca olfattiva a un patrimonio botanico reale, documentato e vivo. L'Università conferisce credibilità e rigore, l'Orto fornisce radici storiche e accesso alla biodiversità, la ricerca garantisce trasparenza e innovazione.

È questo che rende ogni fragranza una restituzione — rigorosa e insieme poetica — della biodiversità mediterranea, e il progetto di R&D un lavoro scientifico con esiti verificabili.

Spezieria Siciliana

Non profuma la Sicilia. La trascrive.

  • L'isola è la fonte.
  • La natura, la sua materia.
  • La ricerca scientifica ne indaga specie e origini.
  • Il nostro Team le traduce in formula.

I nostri profumi vi accompagnano.

  1. Il vero

    Oggi sappiamo fabbricare ogni apparenza. Per questo la cosa più rara è diventata il vero. Non il bello, non il seducente: il vero. E non basta evocarlo: bisogna poterlo verificare.

  2. Il numero che manca

    Nel mondo esistono centinaia di migliaia di profumi, ma nessuno sa dire quanti siano senza molecole di sintesi. Spezieria Siciliana nasce in quel numero che manca. Nessuna molecola che finga la natura, nessuna origine da mascherare, nessuna materia senza genealogia.

  3. La verità dell'origine

    Ogni odore che respiriamo accade davvero. Anche un aroma di sintesi è materia reale. Ma il naturale aggiunge qualcosa che la sintesi non dà: la verità dell'origine.

  4. La scia

    Un'essenza naturale porta con sé tutta la sua storia. La zagara colta in quel mese. La manna fuoriuscita da quella corteccia di frassino. Il raccolto mai uguale. La mano che ha distillato. La provenienza vale di più.

  5. Il passaporto

    Per questo ogni nostro profumo viene alla luce con un passaporto digitale: origine, lotto, metodo di estrazione, funzione nella composizione, sicurezza d'uso. È il punto in cui la parola smette di essere promessa e diventa documento.

  6. Spezieria, Siciliana

    Abbiamo scelto Spezieria alla parola profumeria perché viene prima della divisione tra medicina, cibo, rito e profumo, quando l'olfatto era conoscenza, non lusinga. E Siciliana perché il suo cuore è in quest'isola. Quando qualche fondo non è disponibile in Sicilia, lo cerchiamo nel Mediterraneo più vicino, e lo dichiariamo per nome, luogo e funzione.

  7. Responsabilità

    Tutto questo è una dichiarazione d'amore alla natura, accettandone la variazione, la stagione, il limite. Il passaporto è anche questo: è provenienza e responsabilità.

Non profumiamo la Sicilia. La trascriviamo.

Sede
Piazza Santo Spirito 9 · Palermo
Piero Di Pasquale · Direttore Artistico
+39 335 7862936
Roberta De Federicis · Naso Junior
+39 392 4994451
Ragione sociale
Spezieria Siciliana S.r.l. — Società Benefit
PEC
spezieriasiciliana@pec.it
Partita IVA · REA
07333570823 · PA-452303

Indice

  1. Il profumo che abbiamo dimenticato DO
  2. La Zagara Testa · cuore · fondo
  3. Ara del Tempo La sfera
  4. Due materie Vetro · lava
  5. Etna, la colata del 1910 Provenienza
  6. Passaporto del profumo Lotto
  7. Un profumo, due forme Tirature
  8. La Scala del 7 Suona la scala
  9. Il cofanetto Collezione
  10. L'Orto Madre Ricerca
  11. Il manifesto fondativo Principi
  12. Contatti Palermo
Prenota il tuo esemplare info@spezieriasiciliana.com