
Attar
Si indossa.
- Cosa è
- Il profumo da portare sulla pelle. Neroli in olio di mandorla, senza alcol.
- Formato
- 15 ml
- Tiratura 2026
-
396esemplari numerati
- Prezzo al pubblico
- € 300
Il profumo che abbiamo dimenticato
Una nota sola che contiene un'intera isola. La luce della zagara, il respiro del mare, la scienza della terra.
DO è la prima di sette.
DO · AlbaBarcellona P.G.
38° 09′ N · 15° 13′ E
Il fiore dell'arancio amaro, raccolto in provincia di Messina e distillato a Barcellona Pozzo di Gotto tra aprile e giugno 2026.
Neroli · mandarino di Ciaculli · arancia rossa · petitgrain
Il Neroli apre chiaro e verde, acceso da una punta di mandarino di Ciaculli e da un'ombra di arancia rossa; il petitgrain ne sottolinea l'amaro vegetale.
Salvia
La salvia dà al fiore un tratto aromatico, asciutto, che lo allontana dalla dolcezza.
Labdano
Il labdano cambia la temperatura: la materia si fa calda, resinosa, ambrata, senza togliere trasparenza al neroli.
Un neroli siciliano lontano dalla freschezza da colonia: verde e aromatico all'inizio, caldo e materico alla fine.
OggettoNoce canaletto
Lava dell'Etna · oro
Le forze dell'isola in un solo oggetto.
CustodiaVetro viola
Pietra lavica
Un profumo è una sostanza viva. Per conservarlo intatto serve un contenitore e un tappo che parlino la stessa lingua. Spezieria lo affida a due materie antichissime: il vetro viola e la pietra del vulcano.
Guarda il video di Miron Violetglass su Vimeo (si apre in una nuova finestra)
Il vetro viola biofotonico, brevettato da Miron: secondo il produttore, protegge le molecole naturali nel tempo meglio di ogni altro vetro.
La pietra lavica dell'Etna, perché porta i segni del fuoco e dei gas che l'hanno attraversata nel tempo.
Spezieria la usa nel tappo che chiude il profumo e nella sfera che lo rilascia.
Nicolosi · 900 m37° 37′ N · 15° 01′ E
23 marzo – 18 aprile 1910
Alle 8:15 del 23 marzo 1910, dal fianco meridionale dell'Etna si alzò quello che Paolo Vinassa de Regny, geologo dell'Università di Catania, descrisse come «un potente pino di fumo e di vapore». Ne stimò l'altezza in tremilacinquecento metri, prima che le nubi coprissero la montagna.




La pietra viene dalla cava La Rosa-Nocilla, in contrada Nocilla a Nicolosi, a 900 metri sul versante sud dell'Etna, dove affiora la colata del 1910. È basalto etneo: grigio, compatto, con cristalli di olivina, pirosseni e plagioclasi immersi in una pasta microcristallina. Nessuna sostanza pericolosa nel giacimento.
Da questa colata proviene la pietra scelta per Ara del Tempo. La provenienza del lotto è attestata dal Consorzio della Pietra Lavica dell'Etna. Lavorata a mano nella forma essenziale della sfera, riceve sulla propria superficie poche gocce di estratto e le cede progressivamente all'aria di un ambiente raccolto.
Nel 1910 emanava calore. Oggi restituisce profumo.
L'eruzione si aprì nei pressi della Montagnola, durante uno sciame sismico. In meno di un giorno la lava percorse quasi otto chilometri verso Nicolosi e Belpasso; si fermò il 18 aprile in contrada Cisterna della Regina, a circa un chilometro da Borrello, dopo oltre dieci chilometri di cammino. I coni nati da quell'eruzione presero il nome di Monti Riccò, dall'astronomo Annibale Riccò, direttore dell'Osservatorio di Catania.

La sfera è accompagnata da un estratto di profumo al 30% in trietil citrato di origine naturale, un veicolo a bassa volatilità e senza etanolo aggiunto.
Composizione
Estratto di profumo: 30%. Materie odorose esclusivamente di origine naturale, tracciate per lotto. Nessuna molecola aromatica di sintesi. Veicolo: trietil citrato di origine naturale, a bassa volatilità, senza etanolo aggiunto. Documentazione delle materie prime nel Passaporto Digitale del profumo.
Come si usa
Ogni flacone ha un passaporto. Il QR code sulla confezione apre la scheda del lotto da cui nasce il profumo.
Dentro ci sono le materie prime, una per una: origine, filiera, schede tecniche e certificati.
Passaporto del profumo
DO Neroli 2026
Inquadra il codice: si apre il passaporto del lotto.
La formula resta riservata; tutto ciò che le sta intorno no. Chiunque può aprire il passaporto e verificare.
Allergeni, ingredienti e avvertenze restano stampati sulla confezione, come vuole la legge. Il passaporto aggiunge la storia della materia.
DO Neroli 2026Primavera 2026
Tirature numerate
Lo stesso neroli, raccolto nella primavera 2026. Due modi di viverlo.

Si indossa.
396esemplari numerati

Si diffonde in una stanza.
198esemplari numerati
Sito e prenotazioni attivi dal 30 settembre 2026, dopo la conferenza stampa al Teatro Massimo di Palermo.
7 note · 7 territori36° 47′ – 38° 28′ N
2026 – fine 2027
Sette note, sette territori, una giornata di Sicilia.
La Scala del 7 è la grammatica che organizza tutte le fragranze di Spezieria Siciliana: una scala olfattiva ordinata come una scala musicale. Ogni nota è un'essenza, ogni essenza un territorio.
Sette ore del Mediterraneo. Una giornata, trascritta.
Ogni fragranza nasce dall'allineamento delle sue coordinate. Cambiano il territorio, la botanica, il colore, l'ora. La grammatica resta.
DO
Alba · Neroli · Barcellona P.G.
Attiva l'audio del dispositivo per ascoltare la nota.
L'arco di una giornata mediterranea, dall'alba alla notte. Lette in sequenza, le sette fragranze compongono una giornata di Sicilia. DO apre con l'alba, SI la chiude con la notte.
| Nota | Ora | Colore | Botanica | Territorio | Tiratura · uscita |
|---|---|---|---|---|---|
Un arco di luce che si chiude sulla notte da cui l'alba riparte.
7 alloggiNoce canaletto
Seta ricamata MANIMA


Sette alloggi dall'alba di DO alla notte di SI, tappi in pietra lavica dell'Etna, numerato e firmato dai Nasi e dal Direttore Artistico. Se ne producono soltanto quante la nota più rara consentirà.
Il cofanetto può essere prenotato a info@spezieriasiciliana.com.
Orto Botanico di Palermo38° 07′ N · 13° 22′ E
fondato nel 1779
L'Orto Botanico di Palermo, Orto Madre di Spezieria Siciliana.
Perché collaboriamo e perché lavoriamo insieme al progetto di R&D HORTUS OLFACTORIUS.

L'Orto Botanico di Palermo, fondato nel 1779, è una delle istituzioni scientifiche più antiche d'Europa e oggi una struttura del Sistema Museale dell'Università di Palermo. Custodisce oltre 12.000 specie vegetali da tutte le zone climatiche del pianeta, una banca del germoplasma dedicata alle specie endemiche, rare o minacciate della flora siciliana e mediterranea e — nel Giardino dei Semplici — oltre cento specie officinali e aromatiche.
È, in una parola, un catalogo vivo: la Sicilia conta oltre 3.000 specie vascolari spontanee, circa il 10% della flora europea concentrato in meno dell'1% del suo territorio, con circa 200 endemismi. Per una casa che lavora la materia botanica dell'isola, questo è l'orto madre: la collezione di riferimento da cui partire, documentata e viva.
Una convenzione quinquennale
Spezieria Siciliana ha firmato con l'Orto Botanico una convenzione di durata quinquennale, rinnovabile, per il programma SiciliaScent: percorsi sensoriali ed educational, valorizzazione dell'heritage botanico siciliano attraverso uno storytelling scientifico, e ricerca, sviluppo e commercializzazione di prodotti di profumeria e cosmesi naturale fondati sul patrimonio botanico dell'isola.
La convenzione assegna a Spezieria due spazi chiusi dell'Orto — uno nella sala dell'Erbario Storico, nel Gymnasium, e la Casa del Pozzo, dove sono installati due estrattori in corrente di vapore — oltre ad aree esterne per attività divulgative.
Una collaborazione già viva
Il legame è già operativo. Nel 2026 abbiamo realizzato insieme due appuntamenti: Respiri di Primavera, il 23 marzo, e le esperienze olfattive durante la Festa della Zagara. Un lavoro comune che ha già incontrato il pubblico.



Il progetto di R&D che stiamo mettendo in pista ha bisogno esattamente di ciò che l'Orto e l'Università di Palermo mettono a disposizione.
Accesso alle collezioni botaniche, ai database scientifici e al germoplasma; competenze del personale specializzato; caratterizzazione chimica degli oli essenziali delle specie autoctone e studio dei loro metaboliti secondari. È la base per selezionare cultivar ad alto contenuto di principi attivi e per sviluppare nuove essenze dal patrimonio siciliano.
I due estrattori in corrente di vapore della Casa del Pozzo permettono distillazioni dimostrative e prove reali, confrontando metodi tradizionali e tecniche moderne per capire quali preservano meglio la complessità olfattiva della pianta.
Ogni lotto di materia critica viene analizzato con gascromatografia-spettrometria di massa (GC-MS) nei laboratori STEBICEF e SAAF: si identifica e quantifica ogni componente, si rilevano eventuali adulteranti anche in tracce, e con la spettrometria isotopica si distingue una molecola naturale da una di sintesi chimicamente identica. Così la naturalità dichiarata diventa un dato pubblicabile e verificabile. In un settore dove uno sweep della Commissione Europea ha trovato ingannevole il 42% dei green claims online, questa è la differenza tra un claim e una prova.
Le ricerche su distribuzione, chemiotipi e terroir delle specie aromatiche siciliane trasformano l'idea generica di «territorialità» in un atlante olfattivo preciso, che àncora ogni fragranza a piante e luoghi reali.
Nella sala dell'Erbario Storico prende forma anche un'officina del profumo contemporaneo: immersione botanica guidata da un docente dell'Università fra le collezioni, degustazione olfattiva degli oli essenziali con il naso di Spezieria, composizione di un accordo personalizzato. Un modo lento e consapevole di vivere la Sicilia, coerente con la crescita del lusso esperienziale e culturale.
L'Orto Botanico è, per Spezieria Siciliana, più di uno scenario prestigioso: è il partner scientifico e simbolico che àncora la ricerca olfattiva a un patrimonio botanico reale, documentato e vivo. L'Università conferisce credibilità e rigore, l'Orto fornisce radici storiche e accesso alla biodiversità, la ricerca garantisce trasparenza e innovazione.
È questo che rende ogni fragranza una restituzione — rigorosa e insieme poetica — della biodiversità mediterranea, e il progetto di R&D un lavoro scientifico con esiti verificabili.
Non profuma la Sicilia. La trascrive.
I nostri profumi vi accompagnano.
Oggi sappiamo fabbricare ogni apparenza. Per questo la cosa più rara è diventata il vero. Non il bello, non il seducente: il vero. E non basta evocarlo: bisogna poterlo verificare.
Nel mondo esistono centinaia di migliaia di profumi, ma nessuno sa dire quanti siano senza molecole di sintesi. Spezieria Siciliana nasce in quel numero che manca. Nessuna molecola che finga la natura, nessuna origine da mascherare, nessuna materia senza genealogia.
Ogni odore che respiriamo accade davvero. Anche un aroma di sintesi è materia reale. Ma il naturale aggiunge qualcosa che la sintesi non dà: la verità dell'origine.
Un'essenza naturale porta con sé tutta la sua storia. La zagara colta in quel mese. La manna fuoriuscita da quella corteccia di frassino. Il raccolto mai uguale. La mano che ha distillato. La provenienza vale di più.
Per questo ogni nostro profumo viene alla luce con un passaporto digitale: origine, lotto, metodo di estrazione, funzione nella composizione, sicurezza d'uso. È il punto in cui la parola smette di essere promessa e diventa documento.
Abbiamo scelto Spezieria alla parola profumeria perché viene prima della divisione tra medicina, cibo, rito e profumo, quando l'olfatto era conoscenza, non lusinga. E Siciliana perché il suo cuore è in quest'isola. Quando qualche fondo non è disponibile in Sicilia, lo cerchiamo nel Mediterraneo più vicino, e lo dichiariamo per nome, luogo e funzione.
Tutto questo è una dichiarazione d'amore alla natura, accettandone la variazione, la stagione, il limite. Il passaporto è anche questo: è provenienza e responsabilità.
Non profumiamo la Sicilia. La trascriviamo.